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HI LIFE CONNECTION … QUANDO IL RITMO NON HA DISTANZE

Intervista esclusiva

1 – Facciamo un piccolo riassunto …. voi come siete nati? Ci date qualche indicazione su come vi siete incontrati musicalmente?

Era il 2002, una sera d’estate,  una consolle, un disco dei Thievery Corporation mixato alle sonorità di Nitin Sawhney Asian Dub Foundation. Eravamo solo in tre (italiani). Da allora si sono aggiunti musicisti, artisti, persone che hanno apportato idee, sonorità, creatività. E abbiamo iniziato a produrre brani, subito “suonati” in Dj-set edancefloor. La passione cresceva e così l’appetito per nuove conoscenze e culture musicali. Veniamo a contatto con alcuni Mc inglesi, che come noi sperimentavano e producevano. E la sinergia è iniziata.

2 – Come avete scelto Hi Life Connection come nome?

Con il passare del tempo era evidente che il nostro gruppo di musicisti, produttori e DJ non era solo band ma un progetto musicale, una rete di artisti che ci metteva idee e creatività. Una connessione, una rete di persone, un unico progetto.

3 – Sappiamo che avete avuto un cambio di Line Up. Chi fa parte oggi della band!? Fate una piccola presentazione di ognuno di voi?

La Hi Life Connection, come ho detto,  più che una band è un progetto musicale, un’associazione di musicisti e produttori che crede nella musica come strumento di unità e comunicazione globale, senza frontiere. Tanti sono stati i musicisti che hanno dato un loro apporto al progetto “Hi Life”. Ad oggi, il cuore del “collettivo” è formato da me (aka Kush) fondatore, produttore e arrangiatore dei brani (beat, armonie, linee melodiche); dagli Mc Londinesi (Mc Boomer e Mc Ma), che condiscono i beats e in generale tutti i pezzi con il loro flow Hip-Hop e Grime; dalle melodie potenti e genuinamente “black” della vocalist Jandira (di origine Brasiliana); dal ritmo scandito e scaldato dalle percussioni di Cabò; dai convolgenti riff e assoli della chitarra di Andrea (aka Guitar Hero!). Tutte le trombe utilizzate nelle produzioni sono suonata da Mauro (trombettista e percussionista). Ultimamente ci stiamo affiancando sia neilive-set che nella produzione al sound trainante dei Timbales, gruppo di molti percussionisti con influenze samba, batucada e reggae.

Penso che sia evidente la nostra volontà di creare una vera e propria comunità, come piace dire a noi “A volume against the ghettoization of music”.

4 – Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi di essere dislocati in due diverse nazioni?

Pensiamo che l’apporto creativo di artisti di diverse nazioni porti inevitabilmente maggiori stimoli. A volte melodie morbide mixate a flow spigolosi dub-step o drum’n bass producono un sound interessante, diverso, originale. Questo è un vantaggio.

Inutile sottolineare, le problematiche di “logistica” che scaturiscono quando bisogna registrare o fare concerti. Vado spesso a Londra e nella valigia è fisso un microfono (che ai controlli scambiano sempre per una bomba!)  e computer per registrazioni veloci. Fortunatamente la comunicazione con Skype e altri sistemi Voip, Facebook, hanno facilitato tutto questo. Ce ne sono di problemi, ma il rispetto artistico con “la English side della Hi Life Connection” e, l’amicizia che ci lega, ormai da tanti anni, sbaraglia ogni ostacolo.

5 – Da pochi giorni é uscito VIP, un singolo che personalmente mi ha lasciato a bocca aperta. Come é nato questo pezzo?

Questo pezzo è nato dall’assolo di chitarra di Andrea e dal ritmo samba di Cabò. Di per sé il pezzo poteva già reggere con questi due strumenti! Abbiamo aggiunto tastiere, un tappeto, a volte funky a volte reggae di altre chitarre acustiche. Da lì siamo partiti con il costruire il ritornello con Jandira. La direzione era chiara: pop latino con marcia di rullante. Mancava solo la componente “urban”, apportata in modo impeccabile dal flow di Mc Ma e Mc Boomer.

6 – Farà parte di un Ep che dovrebbe uscire a settembre. Giusto? Ci date qualche anticipazione? Magari dicendoci che differenze ci sono rispetto ai precedenti lavori ufficiali che avete fatto?

“Radio Orchestra”: è il nome dell’EP di Settembre. I brani sono ormai pronti e ne siamo vermanete entusiasti. Questo EP è un progetto decisamente innovativo, almeno per il sound che volevamo proporre e siamo riusciti ad ottenere.  Abbiamo inserito nei brani strumenti tipicamente da orchestra come il Basso Tuba, corni Inglesi, timpani orchestrali, sezioni di violini, viole e violoncelli insieme a chitarre in levare, flow hip-hop, casse dancehall e fisarmoniche. Sicuramente un progetto che dovrebbe avere una propria “catalogazione”: non solo pop, non solo Hip-Hop, non solo reggae, non solo breakbeat. Ma ci direte la Vostra a Settembre!

7 – Come mai proprio un Ep e non un disco ufficiale!?

Abbiamo voluto un EP per far capire che il nostro lavoro è un continuo work in progress (Nonostante i pezzo saranno 10, tra inediti e remix). Abbiamo almeno altri 10 brani già in cantiere, ma che vorremmo vedere crescere, essere influenzati dalle nostre esperienze personali. Un EP a Settembre, un altro a Giugno, e così via…Preferiamo “parlare meno ma più spesso” (in questo modo abbiamo anche il tempo di cambiare idee!)

8 – Voi vivete entrambe le situazioni musicali. Quali sono le differenze fra Italia e Uk? Per i magazine ma anche per i live!

Personalmente ho potuto notare che in UK se vuoi suonare (almeno nel nostro ambiente) la serata devi produrtela! Ci sono tanti spazi, locali, situazioni, ma difficilmente il gestore del locale ti produce la serata. E allora devi veramente lavorare per farti promozione su portali, radio, magazine….e magari ti fai notare da qualche organizzatore. In Italia a volte (purtroppo solo a volte) il passaparola è più potente dei media!

9 – Trumen Records. L’etichetta che vi sta spalleggiando. Come sono nati i vostri rapporti?

Ci siamo conosciuti nel 2010, un bel feeling. Abbiamo subito co-prodotto un album “Global Nation” (2011). Da allora abbiamo portato avanti anche progetti paralleli sia di produzione che di organizzazione eventi. C’è fiducia reciproca, sicuramente continueremo a lavorare con loro anche per i prossimi progetti.

10 – Metette da parte la modestia. Quali sono i vostri punti di forza? Perché credete che i vostri prodotti debbano essere comprati e perché la gente dovrebbe venire ai vostri eventi?

Sono ormai 12 anni che proponiamo sound-system, dj-set, live-set. Abbiamo suonato in Italia, Svizzera, Polonia, Inghilterra, Spagna, Francia. Abbiamo avuto un pubblico molto ampio e diverso. Abbiamo ascoltato le critiche  e le abbiamo trasformate in punti di forza. Proponiamo diversi tipi di live (da Dj-set al live-set, ora anche con i Timbales) e vediamo nelle persone che ascoltano e ballano, divertimento, curiosità, esaltazione per un sound originale, convincente, esplosivo. La stessa energia e ricerca sonora l’abbiamo racchiusa nei nostri dischi e produzioni. Ci piace pensare a “Un vecchio vinile, nascosto dietro pile di altri dischi. Un vecchio grammofono che emette insolite frequenze”, scandite da massicci flow, cori e melodie incisive sormontati da voci squisitamente black, riff penetranti, bassi groove, violini, basso tube e tromboni che armonizzano i brani, marcati dalla profondità sonora delle percussioni. 

 

Francesco Marra

The open project

...we were creating an "open music project" rather than a band,
where the "contamination" of styles and cultures was the key...

Master Kush

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